Psicologo Avezzano Roma. Dottor Riccardo Cicchetti riceve presso gli studi di Avezzano e Roma. Esperto nella cura di ansia, attacchi di panico, depressione, disturbo ossessivo compulsivo DOC, fobia sociale e difficoltà relazionali, disturbo post-traumatico da stress, traumi, abusi, violenza sessuale, violenza sulle donne problemi di coppia, terapia di coppia, affidamento minori in caso di separazione o divorzio, problemi sessuali, disfunzione erettile, vaginismo, eiaculazione precoce, attacchi di panico, incubi notturni, tachicardia, psicosomatica. Benessere psicologico, benessere psicofisico. Come guarire dall'ansia. Come guarire dalla depressione. Come imparare a gestire lo stress. Come superare i momenti difficili. Come affrontare una separazione. Valutazioni per disturbi dell’apprendimento, disgrafia, dislessia, ADHD, problemi scolastici.

Ansia: definizione e significato



Sigmund Freud definiva l'ansia come un affetto dell'IO.
L'ansia è un segnale che vuole venire a contatto con la nostra consapevolezza, con la nostra coscienza, per comunicarci qualcosa che non sempre siamo in grado di decifrare spontaneamente.
 
Normalmente funziona da richiamo per la nostra attenzione, ci mette in uno stato di attivazione nelle situazioni di pericolo, acutizza i nostri sensi con la funzione naturale di aiutarci a migliorare le prestazioni e a realizzare obbiettivi a volte indispensabili per la vita stessa. Non c’è da stupirsi quindi che accompagni l'uomo dai tempi più antichi, dove un ambiente intriso di minacce richiedeva sensi acuti e prestazioni elevate per fronteggiare efficacemente situazioni di pericolo o di caccia per la sopravvivenza e l'autosostentamento.
 
Entro una certa soglia infatti l'ansia migliora le prestazioni (tanto che si parla di ansia positiva o ansia di adattamento). Quando però si supera una certa soglia ovvero il meccanismo di risposta di adattamento continua a persistere anche in assenza di esposizione a situazioni ambientali ansiogene, si parla di un’ansia patologica, caratterizzata da uno stato permanente di tensione, che compromette le capacità operative e di giudizio, facendo precipitare le prestazioni del soggetto e accompagnandosi a sensazioni di disagio e sofferenza.
 
Nel corso degli anni le civiltà si sono evolute e l'attenzione dell'uomo si è spostata dalla sopravvivenza vera e propria alla ricerca del successo personale e dell'affermazione sociale.
Ciò su cui ci si confronta e che assorbe sempre più l'impegno dell'uomo moderno è l'idea del successo legata al lavoro, al potere economico, al possesso di beni di consumo (casa, auto, abbigliamento, tecnologie domestiche, viaggi) che rischia con estrema facilità di essere estesa anche alla dimensione affettiva: famiglia, coppia, amici.
Entro quest’ottica i ritmi di vita crescono freneticamente, l'azione lascia poco spazio alla riflessione se non attraverso pensieri  standardizzati del tipo: "devo impegnarmi di più”, “sto andando bene”, “sto andando male”, “non sono sufficientemente bravo”, “sono più in bravo del mio collega”.
Quando questi diventano gli unici pensieri attorno a cui gira la nostra esistenza, ecco arrivare l'ansia, sottoforma di insinuante paura di perdere tutto. L'ansia di non farcela, di rimanere indietro, di venire tagliati fuori.
Le preoccupazioni diventano ossessioni, fantasmi, oggetti interni persecutori,  che ci invadono anche nei momenti  e nelle situazioni inaspettate, ostacolando le attività della vita quotidiana.
La comparsa dell’ansia allora rappresenta il segnale interiore che ci spinge a fermarci a riflettere sul senso delle nostre azioni, dalle quali siamo stati evidentemente sovrastati. Al di là del livello delle nostre prestazioni e dei traguardi di vita raggiunti, l'ansia svolge comunque la sua funzione determinante: mette in discussione le nostre azioni automatizzate e ci obbliga al confronto con noi stessi.
 
L'ansia nasce in conseguenza a un modello culturale (individuale e sociale) del non volersi mai fermare a riflettere, perché fermarsi è una perdita di tempo, un lusso che non possiamo concederci, perché chi si ferma è perduto, perché noi dovremmo essere sempre al posto giusto nel momento giusto e sapere sempre cosa fare. L’ansia ci ricorda che tutte queste sono solo fantasie, false strategie, agiti emozionali, che ci danno solo l’illusione di essere padroni della nostra vita ma a lungo andare ci consumano dentro e ci impediscono di vivere in una dimensione di equilibrio e benessere.
L'ansia serve a disintegrare tale illusione, a spazzarla via e a metterci in condizione di fare una pausa, tirare un lungo respiro e confrontarci con noi stessi entro un contesto riorganizzato.
Allora potremmo realizzare di condurre una vita che non sentiamo più nostra, che ci sembra sprecata; perché non siamo più in grado di recuperarne il senso, perché non ci sentiamo più utili; le nostre azioni potrebbero sembrare non più necessarie e senza una meta, senza uno scopo chiaro e condiviso dalla nostra psiche.
L'ansia è il segnale che ci stiamo sforzando di essere quello che in fondo non siamo.