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Come uscire da una relazione malata

Da quando vi frequentate sono ormai trascorsi mesi, anni.
La storia non è mai decollata. Quello che doveva essere l’inizio di una favola d’amore si è lentamente trasformato in una cruda e frustrante routine.

Le sue promesse, le sue dichiarazioni d’amore e di buoni sentimenti, i suoi discorsi vuoti sono tutto ciò che rimane oltre al sesso.
Di tanto in tanto un gesto romantico, solo per darti un contentino, per tenerti “buona”, “a cuccia” e “disponibile”.
Per dimostrare che lui, se vuole, sa essere il principe azzurro che hai sempre desiderato.

Ti invita a credere che siete fatti l’uno per l’altra, che tra di voi c’è un legame intimo e profondo che nessuno potrà mai rompere.
Tuttavia

è sempre lui a gestire questo legame e a dettare i tempi e le condizioni del rapporto.
E’ lui che ha tutti i vantaggi nel tenerlo in piedi e cerca di convincerti che sia così anche per te.
 
Per questo motivo teme che tu possa lasciarlo e si sentirà minacciato ogni volta che mostrerai interesse (anche solo di amicizia) verso qualcun altro. Si comporterà come un fidanzato geloso, spacciando gelosia e possesso per amore.
Tenderà a boicottare ogni tuo rapporto interpersonale con amici e amiche; ogni tuo nuovo interesse, passione o hobby che esuli dalla sua sfera di controllo.
Sa bene che, se ti lasciasse libera di guardarti intorno, prima o poi ti accorgeresti che “il re è nudo”; perciò utilizzerà ogni pretesto per restare al centro dei tuoi pensieri.

Tu tendi a giustificarlo, raccontandoti che in realtà, a modo suo, ti ama.
Pensi che è un immaturo, un po’ maldestro nella sua irruenza e nelle sue continue richieste, pretese, limitazioni.
Pensi che, tutto sommato, a volte, ti fa anche tenerezza.
Pensi  che potrai cambiarlo, guarirlo, migliorarlo.

Ti illudi di avere ancora il controllo della tua vita, continui a ripeterti che puoi lasciarlo quando vuoi, eppure, ogni volta che ci hai provato, hai fallito e ti sei sentita persa.
Il mondo ti sembra privo di alternative valide e l’idea di ripartire da zero ti terrorizza.

Arrivi così a commettere l’errore più grave, finendo col dire a te stessa:
In fondo va bene così. E’ quello che voglio anch’io.”

Senza rendertene conto, sei diventata ipercritica verso le coppie che vedi in giro, pensando che fingano, perché in realtà le coppie felici non esistono.

Confondi la consapevolezza con la disillusione e restringi sempre di più il tuo raggio d’azione.
Hai perso entusiasmo, curiosità e senso di avventura nei confronti dei contesti  e delle persone.
Hai sviluppato un atteggiamento intollerante, aggressivo e polemico.

 
Questa appena descritta è una relazione malata.
Se ti sei riconosciuta anche solo in qualche passaggio, sei già a buon punto:
il primo passo per risolvere un problema è riconoscere di averne uno.

Ma quali sono i passi successivi?

Di seguito ti propongo alcune strategie efficaci che possono aiutarti a liberarti da una relazione malata.

Frequenta persone che ti facciano sentire bene e, in ogni caso, non isolarti. Lui non è il tuo mondo e non gli devi alcuna dimostrazione di “appartenenza”.

Dedicati ad hobby vecchi o nuovi in modo da occupare la mente in attività piacevoli e che ti possano distrarre. Evita i social network, quello non è un hobby.

Prenditi cura di te. Coccolati e amati. Valorizza il tuo corpo e la tua immagine. Non significa “fatti bella per lui”.

Gestisci meglio il tuo tempo. Si tratta di una risorsa preziosa, la più preziosa che hai. Il tempo sprecato con la persona sbagliata non potrai più averlo indietro.

L’ultimo punto è il più difficile, ma è anche il più importante: taglia qualunque contatto con la persona con cui hai stretto la relazione malata. QUALUNQUE contatto.

Lungo il percorso di “disintossicazione” potrà capitare di ricadere nella trappola della seduzione (lui non ti lascerà mai andare, ricordi?).
Non farne un dramma e non mollare. Il riavvicinamento è un fallimento momentaneo. Sono prove di fuga. È la dimostrazione che sei in grado di allontanarti dalla persona che ti fa stare male.

Fai in modo che lo stare lontano da questa persona diventi un’abitudine. Solo così potrai davvero ritenerti libera.

Non perdere mai di vista il tuo obiettivo: tu sei l’unica padrona della tua vita e sono le tue scelte a determinare il tuo destino e la possibilità di sentirti felice e realizzata.

Dott. Riccardo Cicchetti