Psicologo Avezzano Roma. Dottor Riccardo Cicchetti riceve presso gli studi di Avezzano e Roma. Esperto nella cura di ansia, attacchi di panico, depressione, disturbo ossessivo compulsivo DOC, fobia sociale e difficoltà relazionali, disturbo post-traumatico da stress, traumi, abusi, violenza sessuale, violenza sulle donne problemi di coppia, terapia di coppia, affidamento minori in caso di separazione o divorzio, problemi sessuali, disfunzione erettile, vaginismo, eiaculazione precoce, attacchi di panico, incubi notturni, tachicardia, psicosomatica. Benessere psicologico, benessere psicofisico. Come guarire dall'ansia. Come guarire dalla depressione. Come imparare a gestire lo stress. Come superare i momenti difficili. Come affrontare una separazione. Valutazioni per disturbi dell’apprendimento, disgrafia, dislessia, ADHD, problemi scolastici.

Come affrontare la Paralisi del Sonno




Vi siete svegliati improvvisamente nel letto e non riuscivate a muovervi?
Avete avuto la sensazione che ci fosse una presenza estranea che esercitava una pressione sul vostro petto impedendovi di respirare o vi afferrava braccia e gambe immobilizzandovi?
Avete mai sentito dei rumori nella stanza o, peggio ancora, una voce che vi sussurrava qualcosa nell’orecchio?
Niente paura! Avete solo sperimentato una “Paralisi del Sonno
.

SINTOMI
La paralisi del sonno, è un disturbo del sonno in cui, nel momento del risveglio o poco prima dell’addormentamento, insorge una incapacità temporanea di muoversi e/o parlare.
In quei momenti il soggetto è cosciente ma non riesce a compiere i gesti tipici di una persona sveglia.
Tali fenomeni hanno una durata variabile, da pochi secondi a qualche minuto; una volta terminati, le funzioni fisiche sono completamente ristabilite e il soggetto torna a parlare e muoversi senza difficoltà. Tuttavia, l’episodio suscita angoscia e, talvolta, uno stato d’ansia che perdura nel tempo.
L’incapacità di muoversi e di parlare, infatti, non sono gli unici sintomi: spesso la persona sperimenta delle vere e proprie allucinazioni e percepisce delle presenze o dei suoni non reali.
Un esempio classico, descritto dai protagonisti, è la sensazione di non essere da soli nella propria stanza. Spesso si avverte la pressione fisica esercitata da mani estranee volta ad immobilizzare o strangolare.
Allo stesso modo vengono riferiti casi in cui si sente una voce sussurrare delle frasi nell’orecchio.
Si tratta di un fenomeno meno raro di quanto si possa credere e chi lo ha provato lo descrive come una esperienza terribile, tanto che, in diversi Paesi del mondo, sono nate leggende che ipotizzano la presenza di entità demoniache che si posizionerebbero sul petto delle vittime.

CAUSE
Al di là delle credenze popolari, questo stato di paralisi è dovuto a un inizio precoce o a un prolungamento eccessivo della fase del sonno detta “R.E.M.”.
Durante questa fase, chi dorme compie bruschi movimenti con gli occhi. Il termine REM, infatti, è l’acronimo inglese di Rapid Eye Movement (movimento rapido oculare).
E’ la fase del sonno in cui si riposa di più e il Sistema Nervoso “scarica” la tensione accumulata e si rigenera, ma è anche la fase in cui la mente produce i sogni.
Per questo è caratterizzata da uno stato di paralisi: l’organismo rilascia degli ormoni che inibiscono le funzioni muscolari, proteggendosi dal rischio di compiere movimenti inconsulti provocati dal sogno (meccanismo che, ad esempio, non funziona nei casi più diffusi di sonnambulismo).
In altri termini una parte di noi si sveglia, mentre l’altra rimane nella fase REM e il risultato e che ci troviamo in una sorta di limbo: coscienti ma paralizzati e con i sogni ancora in corso, che altro non sono che le nostre allucinazioni.

FATTORI DI RISCHIO
Le paralisi del sonno possono essere innescate da diversi fattori:
- fisiologici (dormire poco e in modo irregolare, problemi digestivi)
- ambientali (concomitanza di eventi stressanti)
- psicologici (presenza di disturbi d’ansia, attacchi di panico o disturbo post-traumatico da stress

COSA FARE
Per intervenire efficacemente sui fattori fisiologici è sufficiente ristabilire delle abitudini notturne consone alle richieste dell’organismo umano.
Per stare in salute, il nostro cervello ha bisogno di circa 8 ore di sonno notturno e continuato.
Inoltre, è altrettanto importante andare a dormire e svegliarsi sempre alla stessa ora, ossia avere un ritmo sonno/veglia regolare.
Nonostante gli sforzi profusi, molte persone lamentano difficoltà nell’addormentarsi e mantenere la qualità del sonno adeguata.
Ecco allora alcuni semplici accorgimenti che potrebbero rivelarsi molto utili allo scopo:
- creare un ambiente notturno accogliente: letto comodo, clima adeguato, stanza buia e silenziosa (sarebbe opportuno ridurre al minimo la presenza di quadri, poster e dispositivi radio/elettro/magnetici);
- evitare di dormire in posizione supina (dormendo “pancia in su” il palato molle potrebbe collassare ostacolando la respirazione e facendovi risvegliare bruscamente)
- non mangiare e non assumere alcol, teina o caffeina prima di andare a letto.
- non fumare nelle ore precedenti al sonno, in quanto anche la nicotina è uno stimolante.
- praticare esercizio fisico con regolarità, ma mai prima di andare a dormire.
La presenza di eventi di vita stressanti può aumentare il livello di tensione nell’organismo e avere delle ripercussioni negative sulla qualità del sonno.
Un modo efficace per gestire lo stress è usare tecniche di respirazione e di rilassamento. In questo modo si rigenerano le energie mentali e si aiuta il Sistema Nervoso ad allentare la tensione accumulata durante il giorno. Meno carico ci sarà da smaltire meno pesanti e tormentate saranno le fasi del sonno e i relativi sogni.
La presenza di traumi non elaborati, conflitti relazionali, difficoltà nella gestione delle emozioni, possono compromettere pesantemente l’equilibrio psicofisico, compresa la qualità del sonno.
Disturbi d’ansia di vario tipo (attacchi di panico, fobie, disturbo post-traumatico da stress, disturbo ossessivo-compulsivo) possono vanificare ogni tentativo di “auto-terapia”; in questi casi, ogni tecnica o accorgimento risulta inutile se prima non vengono risolti i problemi più profondi con l’aiuto di uno psicologo.
Ad ogni modo un processo di cura o di crescita personale potrebbe essere lungo e nel frattempo ci troveremmo comunque costretti ad affrontare episodi di paralisi del sonno.
Ecco allora cinque punti da ricordare nel caso dovessimo risvegliarci in una situazione simile.

CINQUE STRATEGIE CONTRO LA PARLAISI DEL SONNO
1) La paralisi del sonno può essere terrificante, ma non è pericolosa o dannosa.
Non può accaderti niente di male, perciò non aver paura.
Si tratta di un fenomeno naturale molto comune. Non preoccuparti delle implicazioni sovrannaturali o spirituali di questa condizione. Nella tua stanza non c’è nessun fantasma, nessuna presenza demoniaca.
2) Cerca di sentire l’ambiente circostante, la stoffa delle tue coperte, dei tuoi vestiti o di toccare i mobili attorno a te. E’ più facile svegliarsi se ti concentri sulle sensazioni tattili.
3) Se vuoi provare a rompere la paralisi, tieni gli occhi chiusi e fai dei respiri profondi concentrandoti sul tuo corpo. Poi apri gli occhi, riconosci la stanza in cui ti trovi e solo allora prova a muovere con calma le braccia e le gambe.
4) Non tentare di rompere la paralisi cercando di forzare i movimenti: così facendo rischi solo di peggiorare la paralisi e far aumentare la pressione. Il modo migliore per affrontarla è rilassarsi e ricordare che non sei in pericolo.
5) Potresti continuare a sognare durante la paralisi; ad esempio, potresti svegliarti e sentire la presenza di un intruso nel tuo sogno. Per quanto spaventoso possa apparire lo scenario in cui ti trovi, ricordati che è la tua mente a produrlo, quindi cerca di riassumere il controllo dei tuoi pensieri, immagina qualcosa di piacevole e indirizza il sogno nella direzione che preferisci.

Dr. Riccardo Cicchetti

Articolo pubblicato su L'AquilaOggi.