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GLI EFFETTI DELLA QUARANTENA SULLA SALUTE FISICA E MENTALE


Mentre scrivo quest’articolo, in Italia e in molti altri Paesi si stanno adottando delle misure restrittive nel tentativo di rallentare la diffusione del nuovo Coronavirus (Covid-19). Le misure non sono omogenee per tutti i Paesi e anche in Italia vengono inasprite di volta in volta. Le indicazioni che si  susseguono non sono sempre chiare, ma di base il messaggio è quello di restare a casa.
Dopo la chiusura delle scuole e di molte attività commerciali, sono chiusi anche gli spazi pubblici, i parchi e i luoghi ricreativi. Ai cittadini viene “chiesto” di evitare gli assembramenti e tutti gli spostamenti non indispensabili, invitandoli a rimanere il più possibile isolati, chiusi in casa.

Si tratta di misure che vengono adottate dai Governi con lo scopo di distribuire le infezioni su un arco temporale più lungo, per evitare che il Sistema Sanitario collassi mentre si cerca di curare le persone, e per guadagnare tempo in attesa di un vaccino o di nuove terapie più efficaci.
Quello che però non tutti sanno, e che spesso viene sottovalutato, è che le misure di distanziamento sociale, per quanto considerate necessarie in una situazione di emergenza, hanno delle ripercussioni psicologiche negative sulle persone, sia nel breve che nel lungo periodo.

Il bisogno di relazione è un istinto profondamente radicato nell’evoluzione umana e la sola repressione di tale bisogno genera una condizione innaturale che mette a dura prova l’equilibrio biologico, psicologico e sociale degli esseri umani.


Gli effetti negativi del distanziamento sociale

Periodi prolungati di isolamento sociale possono aumentare il rischio di alcuni disturbi, tra cui le malattie cardiovascolari, la depressione e la demenza, e, alla lunga, anche della mortalità.